Passioni - Drammi - Tragedie - Comiche
Non sempre "O sole mio...!". La musica napoletana ha da offrire molto di più: le canzoni frivole
e un pò sfacciate del "Cafè Chantant", che hanno avuto come grande interprete Anna Magnani o le
sceneggiate, strappalacrime che raccontano di struggenti drammi famigliari o di uomini traditi e
feriti nell'onore e le classiche "macchiette" dell'avanspettacolo, attori comici come il famosissmo
Totò e Nino Taranto, che si esibivano per riempire i vuoti delle pause e quasi sempre venivano burlati
dal pubblico e scacciati dal palco a lanci di pomodori marci.
E ancor di più che dire del repertorio del drammaturgo Raffaele Viviani,
il Bertold Brecht napoletano suo contemporaneo, scoperto e rivalutato da poco, che nelle rappresentazioni
canore riprende e rende teatrale la parte oscura della cittá, quella della malavita, della prostituzione,
della Camorra.
La cantante Rachelina invita il pubblico ad una suggestiva passeggiata tra i vicoli della capitale
partenopea e rende piú accesibile e famigliare il linguaggio napoletano,. pure a chi non lo conosce.
Facendo l'occhiolino, sempre con un pizzico di ironia, passa da un ruolo all'altro, indossando i calzoni,
si tramuta nell'uomo tradito e scanzonato, oppure nel padre-padrone un pò sempliciotto, privato dal
rispetto del suo unico figlio dottore.
Rachelina, in maschera, diventa Pulcinella, la figura della Commedia dell'Arte che rappresenta per
eccellenza il carattere maliconico e vivace del popolo napoletano, oppure indossa le vesti di una
prostituta dei Quartieri Spagnoli o di una soubrette del Cafè Chantant che si spaccia per francese.
Canzoni che raccontano le storie, storie di vita e di sopravivenza di una città autentica e ricca di
estremi, aldilà di qualsiasi clichè turistico.








